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Ciao Louise,
ricordi il giorno in cui il mio sogno si è posato su di te?
Quando, per così dire, si accorse di aver trovato casa,
quello stesso giorno, ritornò di corsa in me per raccontare della sua scoperta,
quel giorno, lui parlava di gioie e di raggiungere la felicità dei bambini.
Parlava di te!
C'è voluto un po' per capirlo, talmente era agitato il mio sogno,
ripeteva in continuazione le stesse cose, parlava a caso, senza seguire un'ordine:
“Pareti altissime“ diceva “e le porte lo sono anche loro“ e ancora:
“si guarda nel rimanente paradiso da finestre e balconi,
si passa da una stanza all'altra a piedi scalzi, per sfiorare i mosaici dei loro
pavimenti e godere delle loro carezze.
“Sembra proprio che ci sia spazio e simpatia per i sogni “ risposi,
“e tante tante stanze immagino?“
“Ho trovato casa“ ripeteva “Ho trovato casa !“
Io quel giorno me ne stavo seduto nel salottino di uno dei vagoni del treno
che trasporta la mia storia, e la storia prima di me, e quella ancora prima;
correvo verso la stazione che tranquillamente mi aspetta.
“Così hai finalmente trovato casa “ pensai.